venerdì 7 luglio 2017

FILOSOFIA ALLA SCUOLA D'INFANZIA

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Cosa sono le attitudini filosofiche?
I bambini pensano?
E come pensano?
Sono in grado di porsi domande, di ascoltare ragionando, di giungere a significati concettuali negoziati tra tutti? Sono in grado di fare ipotesi, di operare delle scelte? Sanno capire se ci si può fidare dei sensi?
Per un bambino, cosa rappresenta l'intuizione, l'amicizia, la vita, la memoria, la diversità, il destino, il dilemma, la libertà, il giudizio, i limiti?
Cosa è la filosofia, l'etica? 

La Philosophy for Children nacque negli Stati Uniti con Mattew Lipman negli anni '70.
L'associazione "filosofiacoibambini®" prende spunto da essa e dalla variante Hawaiana.
Parte dal presupposto che è importante parlare, ragionando. Ci vuole un'alfabetizzazione alla filosofia, al pensiero. La prima tappa è quella, dunque di una corretta acquisizione del linguaggio, trasferendo dall'operativo al razionale il loro agire. I bambini sanno cos'è l'amicizia, la sanno esprimere fisicamente; ma spesso non lo sanno esprimere con le parole, con i concetti.

"I piccoli sanno qualcosa del linguaggio che i ragni non sanno delle ragnatele"


DA COSA PARTIRE?

Impariamo il nome corretto delle cose; poi passiamo all'uso di parole impossibili; poi scopriamo i limiti delle parole, della comunicazione: un sasso pensa? A cosa pensa? Può?

Continuiamo....
PAROLE
CONCETTI
PENSIERI
Cos'è lo stupore? Cos'è la meraviglia?
Cos'è il concetto di sapienza? Esiste una sapienza nel giocare?
E cos'è la sapienza della lode, dell'essere e sentirsi beato?
Cos'è l'impegno?
Cos'è il tempo? Un concetto, un pensiero? O una verità fisica, misurabile?
Cambia il tempo, stando "bene", o è sempre composto di minuti e secondi?
E lo spazio? E' misurabile da squadre e centimetri, o ha significanza nello stare bene in esso?
Le cose sono oggetti? O pensieri di essi? Il cucchiaio cos'è? Io chi sono? L'alterità cos'è?
Come nascono e si evolvono le cose? La scienza ci spiega come nasce un'ala? Cos'è l'insieme, la totalità, e cosa la parte, la porzione?
Cos'è il passato? Cos'è il futuro? Una questione cronologica misurabile? Dove restano i sogni e i pensieri di ciò che volevamo essere e/o di ciò che vorremmo e potremmo essere?
Cosa rappresenta la gioia, la tristezza? Me stesso? O il mio umore?
Cos'è la paura?
Quando compio un'azione, incide la mia coscienza nel fare "bene" e nel fare "male"?
Cos'è il bene e cosa il male? 
Come comunico il bene?
Ci sono connessioni etiche e sociali con l'estetica? Con la musica? La musica identifica socialmente? Il linguaggio in genere, lo fa? La musica influisce sulle modifiche comportamentali? La musica ha un significato? Cos'è il bello nelle cose, nelle relazioni, nell'ascolto?
Esiste il concetto di bello nell'architettura, nella natura, nell'arte, nella musica, nelle persone? E' un fattore esteriore? Di gradevolezza soggettiva?
L'astratto cos'è?
L'illusione cos'è?
.................
............
ecc...
ecc..











OUTLAWS


I
There is a curious legend of two lovers 
That thrills within the heart of every man 
Ghostly they are, yet living, and the span 
Allotted them by fate no end discovers.
There was a man, adventurous and free, 
Evil of soul, grown into league with hell, 
Loved by a woman that no fear might quell 
Their lives rose as the waves grow out at sea. 
Wild as the glory of a desert lion.
Dark as the sombre magnitude of death. 
Heavy with memories as a storm that saith 
A loud its toll of corpses. .. .Cruel iron 
Lay as a heart within this man, yet still 
She followed him; he held her to his will.


II
Her heart held many music; many songs
Shone like fair crystals in her tenderness,
And hall her longing was for happiness;
Yet love was darkened by her lover's wrongs.
Anld wild unlawful piracies, though he
Worshipped with passion, elemental flame 
That burns, consuming self; the soul untame
Burnt in each freely. They shall never see
The shuddering brinks behind them; but with haunted eyes
Speed to infinity, while all this slow
World's music chronicle record the power 
That dwelt in their strange love that never dies.



III
And so they wandered through life's haunted rooms,
Each other's heart laid bare to each, hand hid 
In secrecy from all the rest, amid
Their happiness and tragedies and glooms.
Life drew its ghost around them, and on walls
Lingered strange shadows that were more than life
In their deep artifice. A trenchant knife
Above them hung, the knife that never falls
But trembles in its warning. Voices came 
From out the elements, from sea and fire
To lead theme on; they conquered all desire
With passion ever-new. Adventure's flame 
Was scaled upon their souls that did aspire
And reached up to the transient face of fame.

giovedì 6 luglio 2017


(IO) FUORI RIMA



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Occhiali scuri accomodati su una sdraio,

l’erba rasa e fresca.

Un ombrellone raffinato

                             – blu.

Un alito di vento.

...E pagine sfogliate di quell’unica rivista messa lì

                                                  sul tavolino
                   
               pesante–carissima–elegante.



Ho questa come immagine di me,

sogno così – di essere:

             – così – apparire.



Ma poi:

saprei reggere lo sguardo di chi osserva?

Saprei mantenere quel livello di nobile coltezza?

Saprei propormi fuori dal comune

in questa riserva di normalità?

- Saprei trovare il tono giusto

per dire al mondo:

sono – davvero – come tu mi leggi...

         – il tono calmo, profondo e ben scandito

così come lo sento dentro il collo?




Qui dentro sono io

              qui

    qui
             ...ancora qui.



Fuori dalle mie rime:

                     – le rive di me stessa.
   

20 GIUGNO 2003

Copyright © Tindara Rasi




"REGALI DI VITA" 


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Mentre scivolava il cielo verso sera, in quel momento post-prandiale che regala il rallentamento del pensiero, la contessa gli si sedette accanto.
- Caro re, io amo fare "regali di vita" - disse - Sai cosa  sono? ...Amo far felici le persone, attendere che imparino a conoscermi piano piano e, al tempo opportuno, lasciarli senza fiato, a bocca aperta, consegnandogli tutto ciò che mai hanno capito di me prima d'allora. Questo è...
Rimasero un momento a guardarsi in silenzio.
- Non so che dire... - disse lui. - ...Ti prego, dammi tempo.  Tempo. Tempo. Tempo.

Tempo.

...

....Va bene. Ok.
-TEM-PO-
...


"...Ti concedo un anno. Un anno di riposo. Un anno bisestile. Ti concedo un anno ogni quattro, oppure uno ogni dieci, ogni venti, ogni trenta, uno ogni tot che vuoi tu, un anno bisestile come fosse un anno sabbatico, per staccare la spina, ricordare, immergerti nel passato, farne sacrari di memoria e feste solitarie, mentali, feste "dovute" come ogni ricorrenza dell'anima.

Ti concedo quest'anno.
..Poi, poichè io ci sono, poichè so attenderti, sopportarti, capirti, aspettarti, poichè so camminare con te e con ciò che appartiene alla tua memoria e alla tua interiorità, poichè ti amo, e ti amo, e ti amo, merito gli altri tre anni non bisestili, merito TUTTI gli altri anni seguenti.
[...] E te lo concedo quest'anno, pregando di avere la perseveranza di saperti attendere comunque, di non perderti lungo il cammino. Te lo concedo in preghiera e in attesa.
Poi, però, torna indietro verso me e riprendimi. O corri avanti, cercami, e raggiungimi. O, insomma, scopri il punto esatto del mio viaggio, scovami lì dove sono arrivata io, da sola, sulle mie gambe, passo dopo passo. Raggiungimi da qualche parte, e ricomincia a camminare con me. Sarà questo il tuo "regalo di vita" dato a me. 
Io ti aspetto, lungo il tempo di tutto un anno bisestile, lungo tutto il tempo che vuoi. 
Ma tu, appena puoi, ricomincia a camminarmi accanto. "

22 agosto 2012

Copyright ©  Tindara Rasi

mercoledì 5 luglio 2017




ANEPIGRAFICA  MUSICALE

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L'Audiation è il "pensiero" della musica.
Quando noi ascoltiamo qualcuno parlare, diamo un senso a ciò che sentiamo, al modo in cui alcune parole e suoni vengono pronunciati, a ciò che di quella persona, o in base alle nostre esperienze pregresse personali, conosciamo.
Lo stesso vale per la musica: dopo averla ascoltata o averne fatto esperienza, la riconosciamo in base alle nostre esperienze musicali, la cataloghiamo, la rendiamo significante per noi. A volte la percepiamo, la riconosciamo ancora prima di sentirla, quando ancora non ne conosciamo il brano, il titolo, quando è completamente anepigrafica... oppure capita che ci rimanga in testa dopo l'ascolto, quando ha già smesso di diffondersi...
Si parla di Audiation, un termine coniato da Edwin E. Gordon. La sua Music Learning Theory  (Teoria dell'Apprendimento Musicale, siglata con l'acronimo MLT) parla di discriminazione e deduzione, concetti chiave relativi a questa teoria: ogni suono è esperienza musicale di pensiero, di ascolto, di riconoscimento, di esperienza corporea. La sintassi della musica passa dunque dall'apprendimento discriminatorio a quello deduttivo o inferente. La bellezza della musica e il pensiero di essa, coincidono, se sappiamo stimolare adeguatamente questa nostra competenza e questo nostro talento.

 http://www.audiationinstitute.org/la-mlt/laudiation/
http://www.audiationinstitute.org/la-mlt/e-e-gordon/
https://it.wikipedia.org/wiki/Gordon_Music_Learning_Theory
LE VIOLETTE DI BOSCO ALLA SCUOLA DI AUTOSTIMA




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Le viole non sono petulanti, non sono chiassose e arroganti. Le viole sono timide, ed anche tremolanti, son piccole ed umili, non sono dei giganti. Le viole di bosco sono come io che cresco.... Rit.: Sono piccino ma di certo posso, sono bassino ma di certo cresco. Sono piccina ma di certo posso, sono bassina ma di certo cresco. Sarò pure un'umile violetta, ma sono fortunata. Ora lo so, la maestra me l'ha detto: io rallegro un bosco intero, e rendo l'aria profumata!
Me ne sto sottovento e senza vanto, abbarbicata al sottobosco che conosco. Vivo con umiltà e incanto, innamorata del mio bosco. Non ho bisogno di fare esplosioni e botti festaioli, piano piano nasco, piano piano poi io cresco. Se non stai attento, non mi vedi neanche, non ho un rizoma da violetta mammola perfetta, non sono un cespuglioso biancospino, oppure un iris, un giaggiolo vivido e carminio... non sono un fiore appariscente, pretenzioso, invadente... però il mio profumo eccome se lo senti! Rit.: Sono piccino ma di certo posso, sono bassino ma di certo cresco. Sono piccina ma di certo posso, sono bassina ma di certo cresco. Sarò pure un'umile violetta, ma sono fortunata. Ora lo so, la maestra me l'ha detto: io rallegro un bosco intero, e rendo l'aria profumata!
Nasco in mezzo ad erba, foglie, rami, zolle, ma poi io cresco, e vado a scuola, e imparo!, e scopro di essere alla fin fine un buon "gigante" grande. Chi ha paura di sfidare il sottobosco??? Ho i miei colori, il mio stolone verde, le mie foglie, ho il mio profumo... e combatto le battaglie! Rit.: Sono piccino ma di certo posso, sono bassino ma di certo cresco. Sono piccina ma di certo posso, sono bassina ma di certo cresco. Sarò pure un'umile violetta, ma sono fortunata. Ora lo so, la maestra me l'ha detto: io rallegro un bosco intero, e rendo l'aria profumata!
Così divento grande, così, perchè son nata viola e resto viola, una violetta amata, e capacitata, e "progettata" una violetta dalla foglia ben crenata. Profumo buono per il mondo, io! Profumo di un'essenza senza vanto! Un buon profumo, la mia piccola esistenza! Rit.: Sono piccino ma di certo posso, sono bassino ma di certo cresco. Sono piccina ma di certo posso, sono bassina ma di certo cresco. Sarò pure un'umile violetta, ma sono fortunata. Ora lo so, la maestra me l'ha detto: io rallegro un bosco intero, e rendo l'aria profumata!

Viva la mia vita viola e chi me l'ha donata! Viva la mia vita, e come è stata progettata!
Sono stata "fatta" bene: io sono una violetta umile... ma tanto amata! Anche se sono piccina, sono colorata, cresco, sai??, e divento TANTO TANTO profumata! Rit.: Sono piccino ma di certo posso, sono bassino ma di certo cresco. Sono piccina ma di certo posso, sono bassina ma di certo cresco. Sarò pure un'umile violetta, ma sono fortunata. Ora lo so, la maestra me l'ha detto: io rallegro un bosco intero, e rendo l'aria profumata!

Copyright © Riproduzione musicale del brano e delle parole, vietata.


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Cfr. San Paolo Apostolo, II Lettera ai Corinti, 2, 5: "Noi siamo infatti dinnanzi Dio il profumo di Cristo per quelli che si salvano e per quelli che si perdono...."

martedì 4 luglio 2017



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Non sapendo quando l'alba possa venire

lascio aperta ogni porta,

che abbia ali come un uccello

oppure onde, come spiaggia.