domenica 10 dicembre 2017

INFORMATICA: 
COME INSTALLARE L'AMORE


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Assistenza tecnica: - “Salve, come posso aiutarla?”
- “Mmmmm…. Ho pensato di installare di nuovo l’Amore. Mi può aiutare?”
- “Certamente. Se è pronto, possiamo farlo adesso.“
- “Penso di si. Da che cosa inizio?”
- “Prima di tutto, apra il “Cuore”. Lo sa dove ce l’ha, il Cuore?"

- “Si, ma posso installare l’Amore se lì ho anche altri programmi?"
- “Quali programmi ha attivi?“
- “Eeeeeeh… Ho “I vecchi rancori”. “La bassa autostima”. “La delusione e la frustrazione”
- “I vecchi rancori” non sono un problema, l’Amore li sposterà gradualmente dalla memoria ma conserverà come i file temporanei. Lo stesso dicasi della “Bassa autostima”. Ma lei deve cancellare “La delusione e la frustrazione”, perché ostacolano installazione del programma."
- "Ma non so come cancellarli.”
- “Allora, vada al menu Start e provi a cliccare il “Perdono”. Clicchi finché non si cancelleranno “La delusione e la frustrazione.”
- “Oh, ok! Ci sono. E’ iniziato, da solo, il download dell’Amore.. E’ normale?”
- “Si, ma è un programma di base, l’upgrade finale aggiunge “Altri Cuori”.
- "Mi scrive “Errore. Il programma non funziona con i componenti interni.” Che significa?”
- “Significa che l’Amore già funziona con i componenti interni ma non è ancora nel suo Cuore. Per farlo, deve iniziare ad amare se stesso.”
- “Che devo fare?”
- “Clicchi su “Auto accettazione” e poi carichi i file “Auto perdono” ed “Essere consapevoli dei propri pregi e difetti”.
- “Fatto”.
- “Ora copi tutto nel “mio cuore” e il sistema provvede. Però deve cancellare a mano, da tutti i menu, “L’autocritica verbosa”, e svuotare il Cestino. Non carichi mai più “L’autocritica verbosa.“
- “Ci sono! Il “Mio Cuore si sta riempiendo di nuovi file. Vedo il “Sorriso”, “L’equilibrio dell’anima”. Succede sempre così?”
- “Non sempre… a volte serve più tempo. Un dettaglio solo: “L’amore” è un software gratuito. Ma per farlo funzionare deve regalarlo agli altri e loro vi regaleranno le loro versioni…”

Criografie
Menetti@Nanni
alias Luciano Nanni

Nanni Menetti (nome de plume), ex insegnante di Estetica e Semiotica dell'arte presso l'Università di Bologna, investe le sue energie nel mondo delle arti visive e della poetica. Le sue numerosissime opere artistiche sono conservate in gallerie e collezioni, sia private che pubbliche. Ha ideato, per sua stessa ammissione, le CRIOGRAFIE, "mia invenzione assoluta", rifacendosi a prodotti della natura e del gelo; e le CHIROGRAFIE, arte scritturale trasformata in quadri.
Dice: "Solo conoscendo, si evita l'epigonismo."
E dichiara: "Nelle mie intenzioni le criografie trovano la ragion d'essere... mi ripagano delle delusioni che provavo da bambino quando gli arabeschi delle mie finestre gelate svanivano al sole" (raccontato al Direttore editoriale Luciano Lelli per la rivista Fare l'insegnante).



Chi sono allora io?
I nomi comuni non indicano le cose, a dispetto di quanto si dice su Adamo, ma le relazioni (le funzioni) che intratteniamo con le cose e tra noi. Io sono figlio in rapporto a mia madre, sono padre in rapporto alle mie figlie, sono fratello in rapporto a un altro nato da mia madre, sono professore in rapporto ai miei studenti, sono amico, ecc. ecc.
L'artista non ha mani.


Microviolenza X - a uovo: identità pasquale
2000
20 x 15





Microviolenza I - uovo pasquale: la giostra del senso
1998

20 x 15



Nanni Menetti
Microviolenza III - Chirovassoio
2007

45 x 45






Microviolenza IX - Strappi da Dio
2006

50 x 85




Immagini tratte da:

sabato 9 dicembre 2017

Il Segreto (per Mariele) - Cristina D'Avena, Piccolo Coro & Verdi Note d...


CECITA'
Acromatopsia del Dasein nelle "costruzioni esistenziali grammaticali c'è/ci sono"
di
Tindara Antonina R.








Perchè ESSERCI è verbo con aggiunto il valore CI. 
Un verbo con, all'apparenza, un elemento predicativo, dopo.

E qui si apre la questione.
Questione di parole.
E di somme di parole.

CI  soggetto minore/ CI che non ammette un sintagma nominale in posizione di soggetto.
Oppure di contro, CI espletivo del predicato verbale/Ci predicato dislocato in posizione preverbiale.
Quale regola abbracciare?

Pur sottoposte al setaccio, al criterio scientifico della "falsificabilità" con il metodo induttivo o con quello ipotetico-deduttivo, disquisizioni grammaticali come queste permangono e risultano tutt'altro che esenti da dubbi ed equivoci.
Ogni grammatico e linguista le eviscera da secoli.
Cerca il segreto che contiene alcune parole, per "definirle", sigillarle e incasellarle.
Ma non esistono risposte esaustivamente univoche.
La sfida resta aperta.

Esser-Ci.
Per se stessi/per gli altri.
Essendo.
Forse è questo l'unico assunto positivo esente da sbagli.

Liberamente tratto da un articolo di Laura Azzoni, docente, in "Fare l'insegnante", n° 3, Novembre 2017,  pg. 40


venerdì 8 dicembre 2017


IMMACOLATA TU SEI

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PER DEVOZIONE
TINDARA ANTONINA R.



mercoledì 6 dicembre 2017





CONSAPEVOLEZZA DI CIO' CHE SI E'

"Ci sono vari modi per prendersi cura di una persona...
Le puoi chiedere se ha mangiato, se è coperta abbastanza,
se ha dormito. Oppure, puoi domandarle se è felice, se ha pianto, se ha ancora il cuore spezzato e ha bisogno d’aiuto.
Sono sempre solo parole, ma le prime accudiscono il corpo, le seconde nutrono l’anima"
(Paola Felice)








LA BOTTEGA DEL FALEGNAME

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C'era una volta, tanto tempo fa, in un piccolo villaggio, la bottega di un falegname. Un giorno, durante l'assenza del padrone, tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio.
La seduta fu lunga e animata, talvolta anche veemente. Si trattava di escludere dalla onorata comunità degli utensili un certo numero di membri.
Uno prese la parola: "Dobbiamo espellere nostra sorella Sega, perché morde e fa scricchiolare i denti. Ha il carattere più mordace della terra".
Un altro intervenne: "Non possiamo tenere fra noi sorella Pialla: ha un carattere tagliente e pignolo, da spelacchiare tutto quello che tocca".
"Fratel Martello - protestò un altro - ha un caratteraccio pesante e violento. Lo definirei un picchiatore. E' urtante il suo modo di ribattere continuamente e dà sui nervi a tutti. Escludiamolo!".
"E i Chiodi? SI può vivere con gente così pungente? Che se ne vadano. E anche Lima e Raspa. A vivere con loro è un attrito continuo. E cacciamo anche Cartavetro, la cui unica ragion d'essere sembra quella di graffiare il prossimo!".
Così discutevano, sempre più animosamente, gli attrezzi del falegname. Parlavano tutti insieme. Il martello voleva espellere la lima e la pialla, questi volevano a loro volta l'espulsione di chiodi e martello, e così via. Alla fine della seduta tutti avevano espulso tutti.
La riunione fu bruscamente interrotta dall'arrivo del falegname. Tutti gli utensili tacquero quando lo videro avvicinarsi al bancone di lavoro. L'uomo prese un asse e lo segò con la Sega mordace. Lo piallò con la Pialla che spela tutto quello che tocca. Sorella Ascia che ferisce crudelmente, sorella Raspa che dalla lingua scabra, sorella Cartavetro che raschia e graffia, entrarono in azione subito dopo.
Il falegname prese poi i fratelli Chiodi dal carattere pungente e il Martello che picchia e batte.
Si servì di tutti i suoi attrezzi di brutto carattere per fabbricare una culla. Una bellissima culla per accogliere un bambino che stava per nascere. Per accogliere la Vita.