venerdì 16 marzo 2018


COMPLESSITA'


Copyright © Tindara Rasi



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Ascoltando affacciati dalla finestra di casa

La "Via Crucis diocesana dei giovani" della Diocesi di Grosseto, prevista per la serata del 16 marzo, ha rischiato di subire variazioni, viste le condizioni meteorologiche instabili.  Con un breve comunicato è stato dunque previdentemente predisposto il percorso alternativo: il progetto iniziale, che prevedeva lo snodarsi dalla parrocchia dell'Addolorata fino alla chiesa del San Giuseppe di via Sauro, in caso di effettivo maltempo sarebbe stato tramutato in semplici tappe virtuali all'interno della parrocchia Addolorata. Invece il tempo è stato clemente. Dalle 09.00 di sera, orario di partenza dall'Addolorata, il vescovo Rodolfo Cetoloni, le famiglie, i ragazzi, e i loro sacerdoti e catechisti accompagnatori, hanno dunque girato per le strade, tappa dopo tappa, scortati dalle macchine dei Carabinieri e dagli Agenti di Polizia Municipale. 
Il titolo scelto per la serata di preghiera è stato un indicato e azzeccato "Complessità". Dagli altoparlanti hanno risuonato lungo le vie del capoluogo Laudamus domine e preghiere scelte, inframmezzati da riflessioni emozionanti, queste ultime scritte da credenti e atei che per settimane hanno lavorato insieme, in atteggiamento di reciproco ascolto riguardo le rispettive tèchne, e facendo proprio il motto "we talk together" del sinodo giovani 1018.
Verso le 11 di sera i ragazzi sono giunti sul sagrato della parrocchia di San Giuseppe, completando la Via Crucis sotto una pioggerellina leggera che ha benedetto il loro pregare sul finale. Il vescovo, riprendendo le parole "Chi sei tu? Chi sono io?" ha evidenziato a quel punto come il camminare con la croce in mano, passata da parrocchia a parrocchia, dai gruppi Scout alla Gifra, da giovani e giovanissimi, sia stato un modo per puntare lo sguardo a Lui, segno per noi anche da moribondo. Quando la storia superò la morte con la risurrezione, gli apostoli vollero comunque raccontare la crocifissione come fosse un dono. "La Parola di Dio ci aiuta a guardare quello che è difficile guardare - ha commentato Cetoloni, incoraggiando nel contempo i ragazzi a leggere con assiduità il Vangelo, che ce lo narra. - Perchè dunque la croce di Gesù? ... Perchè in quell'occasione il Figlio di Dio è diventato uno di noi, e noi ora possiamo chiamarlo Babbo, Papà. Quanto vale essere figli di Dio! Il chicco di grano che muore, porta molto frutto.... schiacciato dalle ingiustizie, dà frutto. E ci dice: Chi vuole essere mio discepolo, faccia la stessa strada. ....Stasera l'abbiamo fatta."
I ragazzi si sono salutati con la recita della Preghiera dei giovani per il sinodo 2018:

Signore Gesù,
la tua Chiesa volge lo sguardo ai giovani.
Oso dirti che vorrei prendere sul serio la mia vita
e che ci terrei molto ad avere un cuore libero.

La lotta per non cedere alle semplici comodità
e per mirare a cose più vere e profonde mi costa, ma mi rende felice.
Vorrei una felicità autentica, aperta ai grandi sogni e mai tenuta solo per me.
Ti chiedo di essermi vicino, di farmi forte nella tentazione.

Guardo alla vicenda del discepolo amato
e alla sua sete di verità che è anche la mia.
Signore, ti prometto che ci proverò sul serio.
Chiarirò a me stesso
da dove nasce questa mia sete.

Sarò anch’io sotto la Croce.
Sarò anch’io in mezzo al mare dove tutti dicono
che non si pesca nulla in questa notte nera.
Signore, piacerebbe anche a me urlare a tutto il mondo,
riferendomi a teche ci vieni incontro sulle acque: “è il Signore!”


Infine vorrei tanto ospitare tua Madre,
come ha fatto Giovanni, ricevendola in dono da Te.
Signore, per questi miei propositi e per l’amore che mi lega a Te,
mio e nostro Salvatore, ti prego: ascoltami!

La processione e la piazza della chiesa San Giuseppe è stata controllata e monitorata fino all'ultimo dalle Forze dell'Ordine che hanno mantenuto le postazioni con il dispiegamento di mezzi e di personale in funzione per tale servizio.
La Pastorale Giovanile diocesana di Grosseto rinnova l'appuntamento al prossimo anno.

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Ai miei figli... perchè il Signore renda loro giustizia


COMPIETA NEL TRIDUO 
A SAN GIUSEPPE


L'immagine può contenere: notte

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Novena a San Giuseppe 7g/9g






mercoledì 14 marzo 2018


 San Giuseppe sposo della Madre di Dio sua sposa

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San Giuseppe, insegnaci ad amare il destino dell'altro (cfr. Giussani)
San Giuseppe, quando si conosce la fede di Maria, il suo amore, il suo coraggio, la sua purezza, si comprende la tua felicità di averla avuta come sposa: ella che era degna del Figlio di Dio. Come in una famiglia veramente umana, tu sei stato suo sposo e lei è stata tua sposa. Il suo cuore ti apparteneva, vi siete amati come due sposi possono farlo. Amore tenero, ripieno di attenzione, che lascia trasparire attraverso i minimi gesti, un attaccamento veramente umano. Amore forte e vigoroso che unisce solidamente due persone, tra le quali nessuna difficoltà, nessuna violenza, nessuna disgrazia, possono aprire una breccia. Amore puro e libero che trascina con sé nel superamento delle tare e delle debolezze. 
La Vergine Maria ti aveva affidato la sua anima e il suo corpo, e il vostro reciproco amore è sbocciato come un segno di Dio per gli uomini. Come Adamo ed Eva avevano rifiutato Dio nell’unità del loro amore, così è nella tua unione con Maria che il Cristo Salvatore è venuto tra noi.
San Giuseppe, insegnaci ad amare; non in un egoismo dove ognuno si chiude in se stesso e s’indurisce contro l’altro, come accade in taluni incapaci di amare, ma in un dono generoso che ci impegna nelle vie della tenerezza, della delicatezza, della dedizione. Siamo stati affidati l’uno all’altro per salvarci insieme; insegnaci, san Giuseppe, il rispetto dell’altro; insegnaci ad amare il destino dell'altro.
Tu che hai aperto la via alla salvezza del mondo nella purezza del tuo amore, rendici capaci di accogliere il Figlio di Dio come hai fatto tu e di essere suoi testimoni nel mondo di oggi.
Amen.
Novena a San Giuseppe 6g/9g

domenica 11 marzo 2018


L'ALUNNA SUPERA SEMPRE IL MAESTRO



Foto tratta da internet


"Credette Cimabue / tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, / sì che la fama di lui oscura."
(Divina Commedia, XI canto del Purgatorio,  vv. 94-96, Dante Alighieri)

sabato 10 marzo 2018


LAETARE
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 ....Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia.... Ora questa mia gioia è piena....

AGAMOGRAFIA: PERMETTE DI VEDERE DUE COSE DIVERSE A SECONDA DELL'ANGOLAZIONE VISUALE O DELLA DISPOSIZIONE FISICA FINALE DI CIO' CHE SI VUOLE ANALIZZARE.  E' UN MULTIPLO CINETICO ARTISTICO: CON IL MOVIMENTO, SI OTTENGONO E SI PROIETTANO RISULTATI GRAFICI DIVERSI. CON IL PROPRIO MOVIMENTO.  O CON IL MOVIMENTO DELL'OPERA ARTISTICA IN SE'. 
IN QUESTO CASO: AGAMOGRAFIA IN FERMO IMMAGINE ICONICO.  ANCHE NEL LIMITE FISSO DI UNA FOTOGRAFIA UNIDIMENSIONALE E DI UNA IMMOBILE STATUA TRIDIMENSIONALE, L'ANIMA IN STATO DI GRAZIA VEDE CIO' CHE GLI ALTRI NON VEDONO, LEGGE CIO' CHE GLI ALTRI NON LEGGONO, VIVE CIO' CHE GLI ALTRI NON VIVONO. 

(CONTEMPLATIO PER EX-VOTO DA OTTEMPERARE)

domenica 4 marzo 2018


NATURE VS NURTURE
"GENERAZIONE ANTICA" E "GENERAZIONE Z"
di TìndaraRasi



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È il giorno delle elezioni politiche, l'anno top di mia figlia.
Lei. Diciotto anni da teenager dentro una perfetta "generazione Z", fatta di smartphone, internet e videogames. Una iGren in sintonia con la sua epoca. Che nel suo registro linguistico ha "bella zia, oh" e "a na certa..." (sopprimendo indegnamente "...ora"), come brand sacro da poeta fine. Che lovva tutti e tagga tutti per confermare la sua vita sociale.
....Che mi snobba da morire: non sono io il suo influencer.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad inizio anno ha messo in paragone questa generazione con quella nata nel 1899 e con i diciottenni del 1918 immersi dentro la sofferenza di una guerra devastante. Loro, sopravvissuti a pantaloni a mezza coscia e con un tozzo di pane, tra battaglie, bombe e soldati. Gli attuali, cresciuti tra Facebook/Twitter/Myspace... e Snapchat/Linkedln/Instagram/Telegram/Pinterest... e Burn Note/Periscope/Meerkat/Truth.....e Spotify, Musical.ly, Napster 2.0 per la musica.... e YouTube e Netflix per i video e il cinema... e poi Gnutella, eMule...
Mi arrendo, non so neanche che significano, queste sigle. Sono fuori dal mondo, io.
I detrattori di questa generazione connessa con le reti ma disconnessa con la realtà, dicono che i millenials non vivono di esperienze ma postano foto simulandole; non vanno ai concerti, ma ascoltano musica ad ogni ora; non escono dalla loro stanza, ma comunicano con il mondo intero. Neet senza apparenti sfide sociali, senza condivisione con il mondo adulto, per loro già out se è maggiore di cinque, dieci anni dalla propria età.
Mia figlia vota per la prima volta. La mia bambina...
Io ero emozionata, quando andai a mettere la mia scheda nello scatolone del seggio, ai miei tempi.
Lei non vuole nemmeno informazioni, non chiede nulla. La sento parlare da sola! in camera sua, mentre manda buffi messaggi vocali sul gruppo delle amiche. Quando ci vuoi andare? Che abito mi metto per il voto? Tu vieni insieme a me?
Così, giusto per cooperare, le ho mandato dei link esplicativi su WathsApp (questo lo so fare), li ha visualizzati, ma sono sicura che nemmeno li ha letti: non meritano il suo apprezzamento. Mamma old. Lei sa già tutto.
Mi sento inadeguata e fuori luogo, imbarazzante il mio non essere "in".
Sono certa che oggi lei andrà ai seggi come se fosse la cosa più naturale del mondo, e tuttavia consapevolmente spavalda del fatto che non si tratterà di un gioco ma di un rito liminale da festeggiare e celebrare sulle reti social. Condividerà l'evento con tutti, lo so già, tranne che con me. Fa nulla, la guarderò fare e, come ogni mamma di vecchio stampo, ne sarò orgogliosa, incantata, felice. Di certo, quella più emozionata tra le due, sarò sicuramente io. Lo pubblico persino su qualche social network o sul blog, giusto per darmi un tono. Per dire ai posteri che c'ero, mentre per lei non c'ero.
Auguri, figlia mia. Vota bene. Cambia il mondo. Fai la tua battaglia, fai la tua rivoluzione sociale.
Ti voglio bene. Te ne vorrò sempre.

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