...AGGRAPPARSI ALLA MATERIA PER SALVARE LA VITA DALLA CANCELLAZIONE...
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Una volta reciso il collegamento con la trascendenza del modo di concepire la vita, la sete d'eterno che nell'uomo è inestinguibile, si sposta necessariamente nella dimensione dell'immanenza e cerca per abbeverarsi fontane che gettino solo concretezza. [...] Come è perenne la sete, perenne è il tentativo di estinguerla e man mano che s'attenua, diminuisce, muore la speranza in un'altra vita, diventa virulenta la smania di emergere, mettersi in evidenza, uscire dall'ignoto [....] Ci vediamo qualcosa di profondo e collegato al senso di precarietà che ha invaso la nostra epoca, forse un tentativo inconscio, se non disperato, di salvare qualche frammento della propria vita dalla sua totale insignificanza, da un senso d'inutilità e dall'oblio, trasferendo tutto in un cielo che appare perenne, chiamato Internet, Web.[....] Non si parla della naturale comunicazione che utilizza questi mezzi per uno scambio di notizie e documenti: si tratta della smania che ha assalito direi l'umanità intera che pare morsa dalla tarantola del miraggio di comunicare se stessi, la propria immagine in tutte le pose, i fatti minimi, le cose insignificanti, quasi minuto per minuto, non accorgendosi che si tratta di un'attività illusoria, che però dà la sensazione di essere. [...] La grande possibilità di comunicare, unita all'immiserirsi di quei valori che un tempo sostenevano la vita e oggi sono disprezzati, il bisogno di arrivare subito e senza fatica, di concretizzare in beni e danaro i talenti, hanno diffuso un'idea aberrante: che non vi sia vita degna d'essere ritenuta tale se non quella che in qualche modo emerge nella considerazione, nel successo, nella posizione preminente che si manifesta nei video e altrove: è visibile. [....] In questo ambiente la scienza ha offerto mezzi strepitosi [...] ...l'ultima è il selfie, l'autoritratto digitale realizzato con ogni mezzo che la tecnologia mette a disposizione: piccole fotocamere, webcam, tablet o più comunemente l'onnipresente telefonino. Il selfie ha attecchito ovunque: in tutte le classi d'età, in tutti i livelli sociali, in ogni tipo di cultura. [...] La smania di eternarsi (già usava dire da tempo scherzosamente eternare qualcuno per fargli una fotografia) ha abolito il tempo che un giorno si dedicava alla conversazione, alla lettura, al piacere di guardarsi intorno, di guardare il mondo, camminare, interessarsi affettuosamente a chi ci sta o ci passa accanto.
CARLO LAPUCCI
in Toscana Oggi, n°42, pg.18, anno 2017

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